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Tutto esaurito per lo spettacolo “La luna di Orlando”

Ieri sera, all’Officina delle Arti, un cocktail “esplosivo“:  la magia dei pupi siciliani, la bravura del regista Mario Sorbello, e tantissimi bambini che, per tutta la durata dello spettacolo, hanno avuto la meraviglia e lo stupore negli occhi.

L’ennesimo successo per l’Officina della Arti, che ha visto la sala gremita di gente e i posti tutti esauriti.

Un esperimento unico quello del regista siciliano, che ha fuso il teatrino dei fratelli Mangano con la prosa; dando vita, così, ad un dialogo continuo tra pupi siciliani e attori, che hanno raccontato le gesta di Orlando e la sua follia per la bella Angelica.

Grazie alla “maestria” del puparo e degli attori, i pupi si sono umanizzati e hanno dato vita ad un turbinio artistico di notevole impatto emozionale.

Una serata all’insegna dell’arte, della cultura, della tradizione e della magia, in uno spettacolo unico in Calabria. E non sono mancate le lacrime sui volti dei tanti genitori che hanno accompagnato i loro figli. Quando l’emozione diventa dirompente, il teatro assolve il suo compito.

Alla fine dello spettacolo, i bambini sono saliti sul palco per una foto ricordo con i pupi. Quando “qualcuno” ti entra nel cuore, lo vorresti portare sempre con te. E in questo le fotografie aiutano tanto.

Slacciamo busto e reggicalze? Un successo!

Venerdì 31 marzo è andata in scena, all’Officina delle Arti, la commedia divertente e surreale “Slacciamo busto e reggicalze?”

La sala del teatro era gremita, i posti tutti esauriti, l’ambiente accogliente e riscaldato.

Gli attori bravissimi, tutti. La gente ha riso per tutta la durata dello spettacolo.

La storia, alquanto grottesca, ma divertentissima.

Tutto si svolge all’interno dell’agenzia di pompe funebre.

Un uomo, defunto, che stava per essere imbalsamato, si sveglia dalla morte e manda in aria piani e nuovi equilibri:

Il titolare dell’agenzia teme di non essere più pagato, la moglie del defunto piange, ma non si capisce se per il marito scomparso/ricomparso o per il fatto di non poter sposare l’amante, un poeta bucolico.
Il medico tedesco, pieno di sè, che, avendo sottoscritto il certificato di morte, pur di non accettare il suo errore di valutazione, parla addirittura di un caso di vita apparente… Gli intrecci di situazioni grottesche arrivano al culmine, fino a rasentare il paradosso.

Terminata la commedia, un appetitoso piatto di pasta per tutti. Pennette al sugo, con parmigiano e peperoncino piccante.

Le persone, soddisfatte, uscendo dal teatro, non smettevano di dire: “Stasera mi sono proprio divertito.”

Sono soddisfazioni. Grazie a tutti.